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10.12.2011. esce “diario di guerra”!
PER ORDINARE IL CD ON-LINE: www.uscocchia.org
Ribelli d’Indastria, ovvero: ciò che non era previsto.
Nascono e crescono selvaggiamente senza scrupoli, per dare un mattone in più nella costruzione di una grande torre di marmo, in contrapposizione netta ed estrema a ciò che rappresenta l’oggi.
Non solo musica, quindi, ma un processo basato sull’artecrazia con messaggi forti e sinceri.
La scelta di mettersi in gioco, di donare qualcosa in più alla lotta di tutti i giorni, perchè la vita è la guerra più grande.
Tanto vale dirlo chiaramente.
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Rupe Tarpea Produzioni
presenta
DAL 10 DICEMBRE 2011
più di 12 DATE IN 10 MESI NEL 2010
il silenzio – l’attesa – la sorpresaDIARIO DI GUERRA
il CD dei RIBELLI d’INDASTRIAinfo su facebook: ribelli d’Indastria
ribellidindastria@gmail.comThe song:01 Furious Intro
02 Genesi
03 Produci Consuma Crepa
04 Fratricidio Monetario
05 Ameri Cani
06 Ipocrisia
07 La nostra Bellezza il vostro Terrore
08 Quis Contra Nos
09 Diario di Guerra
10 Corrida 1945+ BONUS STREET FIGHTER TRACK--DISPONIBILE IN EDIZIONE SPECIALE SOLO SU PRENOTAZIONE:--
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25.05.2012 Ribelli d’Indastria a ROMA (Tana delle Tigri)

Le tigri della rabbia sono più sagge dei cavalli dell’istruzione
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14.04.2012 RIBELLI D’INDASTRIA A TORINO
E’ indispensabile che la gente sia ispirata ad ideali universali, che essi abbiamo una generale idea dei loro diritti e un profonda, appassionata fede nella validità di questi diritti. Quando quest’idea e questa fede popolare si uniscono alla miseria che porta alla disperazione, allora la Rivoluzione Sociale è vicina ed inevitabile e nessuna forza al mondo può fermarla.
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Ribelli d’Indastria vincono la prima menzione del Music Contest de LA STAMPA
Con 563 voti “QUIS CONTRA NOS?” dei Ribelli d’Indastria si è aggiudicata la prima menzione del Music Contest organizzato da La Stampa in collaborazione con Sounday.
ecco il link: http://multimedia.lastampa.it/multimedia/spettacoli/lstp/123531/
GRAZIE A TUTTI BELLIEBRUTTI
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17.03.2012 Ribelli d’Indastria a Milano
«Noi ci permettiamo di essere aristocratici e democratici, conservatori e progressisti, reazionari e rivoluzionari, legalisti e illegalisti, a seconda delle circostanze di tempo, di luogo e di ambiente»
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02.03.2012 ancora rdi-mania su radiobandieranera

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Recensione Diario di Guerra – by Stefano Oflorenz
ll primo ricordo che serbo dei RdI mi é particolarmente caro, perché fu la prima volta che entrai all’Asso di Bastoni, base torinese di CasaPound. Erano di scena i mitici Zetazeroalfa, ed i Ribelli aprirono per loro con una mezz’ora abbondante di sana furia hardcore, scaldando il pubblico tra balli selvaggi e pogo incontrollabile. Ricordo che mi rimase impressa in particolare la lenta e cadenzata “Corrida”, che ci rimembrava i tristi avvenimenti dell’aprile ’45.
E son proprio brani come “Corrida” o l’inno “Quis contra Nos” a distinguere “Diario di Guerra” (il titolo rende omaggio al reduce RSI Gianmaria Guasti) dalla media delle produzioni in area HC italica: un disco che certamente sprigiona scintille di rabbia e militanza con la cosueta cattiveria tipica dell’hardcore, ma lo fa anche in maniera più matura, strutturata ed a tratti avanguardistica, con quell’approccio brillante che i maestri Zetazeroalfa hanno dettato sin dalla prima metà degli anni ’90. E nondimeno colpisce la cura che il gruppo di Marco Racca spende nel “package” dell’opera, disponibile non solo nel consueto formato jewel case ma anche – a richiesta – in una preziosa veste deluxe includente t-shirt del gruppo, pin ed una dedica personale all’acquirente.
Un deciso salto in avanti rispetto all split “Italians do it better”, titolo che dichiarava una sfida ed una manifestazione d’intenti assolutamente mantenuta.
Un disco tagliente come una lama di rasoio, ma soprattutto un’arma in più al fianco di una Lotta per un ideale che non morirà mai.
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02.02.2012 speciale underground su RBN!
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Recensione “Diario di Guerra” – by F.
I Ribelli di Indastria all’attacco
Recensione di F.Ho avuto la “fortuna” di assistere a tutta l’evoluzione artistica che ha accompagnato i Ribelli di Indastria, dal loro esordio, in un Capodanno goliardico, sino all’uscita del loro primo album “Diaro di Guerra”.
L’Hardcore era il modo migliore per sprigionare tutta la potenza di una Volontà in lotta con la “Società dell’Uguale”.
Poi finalmente è arrivata anche la “Forma”; il suono si è fatto più pulito ma l’energia non si è persa, anzi viene trasmessa in maniera più efficace.
Hardcore, dicevo, perchè così si potevano lasciare da parte i fronzoli artistici della Musica per esprimere solo Fascismo, solo Vitalità pura; che è anche un modo più gentile per dire che i Ribelli non sapevano suonare ma volevano a tutti i costi irrompere nella scena.
Dal primo split che ospitava tre canzoni dei Ribelli di Indastria molto è cambiato (Italians do it Better); il “sound” è più melodico, l’influenza Rock di “Disperato Amore” degli ZZA ha sicuramente inciso ed in meglio.
I Ribelli d’Indastria propongono una musica militante, che colpisce le orecchie e gli stomaci più delicati del perbenismo. Non ci sono sepolcri imbiancati da rispettare, ma solo un Mondo che si vuole conquistare per plasmare; conquista che si vuole realizzare ad ogni costo, con qualsiasi mezzo.
Questa è una Vita all’Attacco. Questa è la vita di chi ha deciso di non delegare ad altri il proprio futuro e questa è, quindi, la musica adatta per coloro che vogliono liberare la loro Volontà.
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Recensione “Diario di Guerra” – by BADABING
E voi che cazzo avete fatto ultimamente?
Di certo i Ribelli d’Indastria non sono stati lì con le mani in mano dal loro ultimo lavoro!
Il gruppo torinese, infatti, ci ha regalato questa volta un “Diario di Guerra” in cui nulla è lasciato all’approssimazione e tutto è curato nei minimi dettagli.
Al di là del fatto che dal punto di vista tecnico, il suono dei Ribelli torinesi spacca per violenza e, soprattutto, per precisione ed è nettamente migliorato, ma della bravura musicale, tutto sommato, non ci è mai importato molto; la vera chiave di volta di questo ambizioso progetto sono infatti i testi, tutti assolutamente politici e militanti.
E’ un messaggio martellante che ci assale, sono parole ben note a chi fa politica con Casapound e con il Blocco Studentesco, è quasi un inno alla militanza, quella giovane, quella col secchio di colla e i manifesti, il megafono e le manifestazioni.
Ed è il collante ultimo di una realtà splendida, quella torinese, fatta di sorrisi sulle labbra, di gente che osa, di cene tra fratelli e di un mondo ostile al quale, però, si risponde beffardi e menefreghisti.
Questo è Diario di Guerra: un calcio in bocca all’ipocrisia, al fancazzismo, all’alienazione, al conformismo.
Un disco politico con un groove tra l’hardcore e l’industrial. Totally swag!









